10 Nov

Elogio di Fb (dopo che ci hai preso una facciata). Di gelati e altri epic fail

Quando sottoscrivi le condizioni di utilizzo di FB, sei portato a pensare che questo affare serva per metterci dentro le cavolate della tua vita, per farti un po’ i fatti degli altri, per leggere le notizie scoop dei giornali e seguire qualche personaggio famoso, cose del genere. Non c’è scritto però (o almeno io non l’ho visto) che ti può servire anche per imparare qualche lezione di vita importante.

L’altro giorno mi è successo di pubblicare un post che riprendeva quello di un profilo pubblico che seguo da qualche settimana. Ora è capitato che la notizia mi ha tratto in inganno, io sono stata superficiale e non ho approfondito per cercare di capire bene la sostanza della cosa. La tematica era di strettissima attualità e io, presa da sacro fuoco, ho scritto una frase di critica rispetto a quel contenuto e l’ho pubblicata.
Passano una ventina di minuti e, per caso, mi accorgo che avevo semplicemente e tragicamente travisato il senso di quel post e dell’hashtag che veniva usato.
E a quel punto mi scatta il panico. Ho capito di aver fatto una gaffe, dovuta ad un atteggiamento superficiale, che non mi ha portato ad approfondire prima di criticare (cosa semplicissima che mi avrebbe certamente evitato una brutta figura).

Il mio post incriminato

Il mio post incriminato

In un attimo ho pensato: adesso cancello tutto. Il post l’ho pubblicato da poco, non lo avrà visto quasi nessuno e se qualcuno per caso lo cercasse, tra un po’ il contenuto sarà scomparso.
Solo che non mi sembrava corretto. Ho letto articoli su articoli e libri sul fatto che questo non si fa. Ci si scusa ma non si cancella.
Così, in fretta ho scritto un commento e una frase che ammetteva l’errore grossolano. Poi ho cambiato tab e mi sono messa a fare altre cose. Ogni tanto buttavo un occhio per vedere se c’erano notifiche. Mi aspettavo qualche battuta ironica, forse anche qualche pacca sulla spalla di solidarietà (tipo il momento del belinone capita a tutti). Niente. Silenzio. Nessuno ha commentato. Più passavano le ore più mi dicevo che il peggio era passato. La timeline scorre veloce e poi mica tutti stanno lì a guardare i miei post, no?
Non so cosa abbiano pensato quelli che hanno letto quel post. Mi sono sentita una cretina e se me lo avessero fatto notare sarebbe stato comunque giusto.

Insomma, perché ho deciso di raccontare qui sul blog tutta questa tiritera (che poi in fondo non interessa a nessuno)?
Ho deciso di scrivere solo perché da questa storia ho tratto una lezione che mi serve su FB e nelle relazioni personali di tutti i giorni e poi perché sentivo la necessità di scriverlo pubblicamente (non prendetemi per pazza, sarebbe stato meglio dare fuoco a quei bit, invece così li sto duplicando). In ogni caso:
1. Su FB, come dovunque, prima di parlare o di scrivere, pensa, accendi il cervello. Come nelle conversazioni di persona, una cosa detta non la puoi ritirare, quindi pensaci due volte, facciamo tre (questo punto non finirò mai di impararlo).
2. Pensa e scrivi cose in positivo, che mettano in evidenza gli aspetti buoni, prima di decidere di ricorrere ad altre possibilità. Quello che scrivi mette in circolo un’energia: fai in modo che questa energia sia bella, di ispirazione per gli altri, e il meno possibile distruttiva e critica.
3. Se decidi di scrivere contro qualcosa o qualcuno devi prima documentarti (anche un minimo): non essere superficiale.

Semplice, no?
:-)
Ci riproviamo e grazie di aver letto questo post che servirà a conservare la testimonianza di quanto alle volte so sbagliare bene.

2 thoughts on “Elogio di Fb (dopo che ci hai preso una facciata). Di gelati e altri epic fail

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